Come mettersi in proprio in Toscana

Mettersi in proprio è il sogno di molte persone, sarà per i tempi che corrono o sarà forse che un guadagno da fonte propria è sempre un bel sogno nel cassetto.

Ma quali sono i passi da compiere per aprire un’attività? Come districarsi nell’iter burocratico che un soggetto deve compiere per far avverare il sogno di mettersi in proprio?

ASPIRANTI IMPRENDITORI CON IDEE POCO CHIARE ASTENERSI

L’inizio di un’attività richiede un certo sforzo creativo e un’ idea imprenditoriale chiara e decisa. L’aspirante imprenditore che ha elaborato nella sua mente l’idea, si trova a confrontarla con altri soggeti e soprattutto con il mercato.

Il primo utile passo da compiere per capire al meglio la propria idea imprenditoriale, sviscerarla e calibrarla in base al mercato, al target di riferimento e ad altri parametri importanti, è l’elaborazione del Business Plan.

Spesso coloro che si trovano improvvisamente senza lavoro, o coloro che non trovando un’occupazione si getano nell’avventura di aprire un’attività sono spesso i soggetti più a rischio. Imprenditori non ci si improvvisa ma si diventa: questo non per scoraggiare ma per cercare di farvi capire che mettersi in proprio è sempre e comunque un rischio e non per questo deve spaventare, anzi deve essere preso in considerazione per farne fronte.

Il business Plan è un documento attraverso il quale si analizzano e si valutano, secondo le regole dell’economia aziendale, la fattibilità dell’idea. Esso riassume in termini descrittivi e numerici l’attività d’ impresa: dalla valutazione del mercato in cui andrà ad operare, passando per i risultati economico finanziari che, ragionevolmente, l’imprenditore pensa di ottenere. Il Business Plan non fa parte degli adempimenti amministrativi obbligatori ma si ritiene sia un documento imprescindibile affinchè le idee imprenditoriali si traducano in attività economica organizzata ai fini dell’ottenimento di risultato positivo per l’imprenditore.

GLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI

Gli adempimenti amministrativi che l’aspirante imprenditore deve eseguire coinvolgono diversi enti quali:

  • Comune: in base all’attività imprenditoriale svolta potrebbe essere  necessario adempiere a specifici obblighi di comunicazione al comune di competenza. Da qualche mese anche lo Sportello Unico Attività Produttive (SAUP) dovrà operare in modalità telematica per i provvedimenti soggetti a SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) e rientrerà nella pratica di Comunicazione Unica. Attraverso la modalità telematica sarà possibile avviare immediatamente l’attività imprenditoriale previo rilascio di apposita ricevuta da parte del SUAP. La ricevuta pertanto costituirà titolo autorizzatorio. (Per info www.impresainungiorno.gov.it).
  • Asl: se la propria attività imprenditoriale ha in oggetto la manipolazione, trasformazione e vendita di alimenti e bevande sarà necessario  attivare anche la procedura di notifica della Asl che certificherà che i locali adibiti a tali attività sono conformi ai regolamenti ed alle norme vigenti in materia di igiene in base alle leggi nazionali, regolamenti comunitari e comunali.
  • Camera di Commercio: gli enti camerali supportano  tutti gli aspiranti imprenditori e i neo-imprenditori con servizi di orientamento, informazione, formazione, consulenza e assistenza per l’avvio dell’attività economica. Presso le Camere di Commercio è istituito il Registro Imprese, l’Albo Imprese Artigiane ed altri specifici Albi ed Elenchi (quali: agenti e rappresentanti di commercio, agenti ed affari in mediazione, periti ed esperti) cui l’aspirante imprenditore, in base all’attività svolta ed alla forma giuridica dell’impresa, dovrà iscriversi.
  • Agenzia delle Entrate: in fase di inizio attività l’Agenzia dell’Entrate è l’ente preposto all’assegnazione del codice fiscale/partita IVA dell’impresa, cioè un codice alfanumerico di identificazione del contribuente nonchè l’ente cui viene richiesto l’assegnazione del codice attività (codici Ateco 2007) contestualmente alla comunicazione di inizio attività. Successivamente è l’ente verso cui devono essere espletate tutte le formalità a carattere fiscale (invio delle dichiarazioni dei redditi e di tutti gli altri adempimenti previsti dalla legge per l’attività svolta e per il regime contabile fiscale prescelto dall’imprenditore).
  • INPS: L’avvio di un’attività di impresa necessita per l’imprenditore l’iscirizione alla previdenza (nonchè per gli eventuali lavoratori subordinati). Per talune attività e forme di collaborazione all’impresa l’INPS prevede forme di gestione specifiche (gestione separata) o ancora per talune specifiche categorie professionali esistono apposite Casse di previdenza ed assistenza (es Avvocati, Dottori Commercialisti etc..).
  • INAIL: per talune attività delle quali la legge riconosce una specifica rischiosita è obbligatoria per l’imprenditore ed i suoi lavoratori dipendenti e parasubordinati l’iscrizione presso l’INAIL, cioè l’ente per l’assicurazione contro gli infortuni dul lavoro. Le attività definibili rischiose sono generalmente quelle in cui si prevede l’utliizzo di macchine, apparecchi ed impianti, nonchè altre attività che per le loro caratteristiche sono considerate tali ed elencate tassativamente per legge.

Fonte www.nuovaimpresaintoscana.it

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